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Ma egli parlava del tempio del suo corpo

Rubrica "Parola Viva" - Il commento al Vangelo della domenica a cura dei gifrini!

a cura della fraternità di Firenze Monte alle Croci


III domenica di Quaresima (domenica Laetare)

Dal Vangelo secondo Giovanni

Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà». 
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo. 
Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.
Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa, molti, vedendo i segni che egli compiva, credettero nel suo nome. Ma lui, Gesù, non si fidava di loro, perché conosceva tutti e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sull'uomo. Egli infatti conosceva quello che c’è nell'uomo.


 

Questo passo della III Domenica di Quaresima ci mostra la grandezza e la grande attualità con cui il nostro Signore continua a stupirci: quante volte infatti facciamo dentro al nostro cuore un Mercato, sempre alla ricerca del compromesso, dell’accordo arrivando tanto spesso a metterLo  in ultima posizione su tante vicende e contesti quotidiani, ingannati dal pensiero “tanto Lui è buono, perdona, non potrà succedermi mai niente”.

Quanto abbiamo appena letto mostra l’esatto contrario: quando si va oltre, disonorando il Padre o la sua Casa, non si rimane impuniti: tutto quello di terreno a cui teniamo e utilizziamo con brama, si frantuma come un vaso di terracotta al suolo. Colpisce infine un semplice scambio di frasi, che si traducono nella linfa da cui tutti noi dipendiamo e in cui tutti noi speriamo di trovare la salvezza: il Suo Corpo, paragonato al Tempio. Coloro che infatti si trovavano al nostro posto, si chiedevano chi fosse Lui per compiere atti simili e la risposta che fornisce racchiude un concetto con cui troppo spesso ci scontriamo: non saper ascoltare la Parola, fermarsi alla superficialità o a una propria interpretazione, con una mancata volontà nell'aprire lo sguardo e la mente all'idea che c’è qualcosa di più grande, portandoci quindi a rimanere increduli o sfiduciati, salvo poi rendersi conto dopo che Lui ci voleva trasmettere altro, avendo ragione.

Del resto solo Lui ci “conosce tutti e non ha bisogno che alcuno dia testimonanza sull'uomo. Egli infatti conosce quello che c’è nell'uomo.”

Leonardo (il Turche)  

 

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