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Lebbrosi

Rubrica "Parola Viva" - Il commento al Vangelo della domenica a cura dei gifrini!

a cura della commissione Comunicazioni Sociali e Web

VI domenica del tempo ordinario - Anno B

Dal Vangelo secondo Marco 1,40-45. 

In quel tempo, venne a Gesù un lebbroso: lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi guarirmi!». 
Mosso a compassione, stese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, guarisci!». 
Subito la lebbra scomparve ed egli guarì. 
E, ammonendolo severamente, lo rimandò e gli disse: 
«Guarda di non dir niente a nessuno, ma va', presentati al sacerdote, e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha ordinato, a testimonianza per loro». 
Ma quegli, allontanatosi, cominciò a proclamare e a divulgare il fatto, al punto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma se ne stava fuori, in luoghi deserti, e venivano a lui da ogni parte. 

 

Il Vangelo di questa domenica ci parla di lebbra. Nel caso qualcuno non sappia bene di cosa si tratti questa terribile malattia, il vocabolario ci viene in soccorso: Malattia infettiva e contagiosa [...] che presenta frequentemente mutilazioni al volto e alle mani (ma anche ai piedi).

Ecco, dopo aver letto questa definizione affiora alla mente una persona senza volto, con dei moncherini al posto delle mani e probabilmente un odore non troppo gradevole di distruzione, di morte, lenta e dolorosa.

Chi di noi non pensa subito al ribrezzo che provava Francesco al vedere queste persone malate? Pensavo che una persona senza volto e senza mani è una persona che non può vedere, annusare, sentire, assaggiare, toccare.. una persona alla quale sono stati tagliati definitivamente i ponti con l'esterno, i 5 sensi non ci sono più, non ci sono più quelle porte usb che permettono alla macchina uomo di comunicare con l'esterno. È molto probabile che anche il primordiale istinto di amare sia inibito, come puoi amare senza mani? Senza occhi? Senza labbra?

Ma non è che alla fine questo lebbroso sono proprio io? Che mi chiudo così spesso in me stesso? Che tengo le mie mani per fare le mie cose, i miei occhi per guardare solo quello che amo, i miei orecchi per sentire quello che voglio? Voilà! L'anti-amore. Quando ci sono soltanto io. E il resto è noia.

Se lo vuoi, puoi guarirmi! LO VOGLIO. 

"Lo voglio". Non riesco a non pensare ad un matrimonio. Gesù lo vuole, per me. Gesù desidera per me, che io guarisca da questo egoismo, da questo ripiegamento sull'ombelico. Lo vuole ma non può farlo se non glielo chiedo, se non mi riconosco malato, se non riconosco di avere bisogno di Lui.

E tu? LO VUOI?

Allora la mia volontà diverrà per la mia vita non una banale guarigione, ma un miracolo. Un miracolo che non potrò non gridare ai quattro venti.

 

 

 

 

 

 

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