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Venite e vedete!

Rubrica "Parola Viva" - Il commento al Vangelo a cura dei gifrini!

a cura della fraternità di Grosseto

Dal Vangelo di Giovanni 1,35-42
“In quel tempo Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l'agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù.
Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì - che, tradotto, significa maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio.
Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» - che si traduce Cristo - e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» - che significa Pietro.”

 

 

Buffo che sia toccato proprio a noi questo vangelo ad una settimana dal capitolo elettivo della nostra fraternità, vangelo che ha costituito il filo rosso nei tre mesi che hanno preceduto il capitolo e ci hanno preparato ad esso. 

"Che cercate?" Sono queste le parole che Gesù rivolge ai suoi primi discepoli, che si accingono a seguirlo. Ma è, in qualche modo, una domanda che è rivolta ad ognuno di noi e che risuona nella nostra vita quotidiana e cristiana: è davvero il Messia che cerchiamo? Siamo davvero disposti ad affidarci a Lui che è Via, Vita e Verità? Da qui è partito ad ottobre il nostro cammino, cammino di revisione cristiana, perché prima ancora della chiamata francescana, Gesù ci ha chiamati a seguirlo come cristiani, come discepoli dubitanti, sì, ma pur sempre alla sua sequela.La paura, gli affanni, il caos della quotidianità spesso ci disorientano e ci allontanano dalla nostra meta, rendendo difficile la ricerca. Ecco che allora Gesù, vedendoci scettici, ci ha mandato un aiuto, un' ulteriore guida, nei panni di un santo che si è lanciato tra le braccia del Cristo riconoscendo il Lui soltanto il Messia. E' qui che abbiamo inserito una fase di identità francescana, perché Dio, nella sua infinita bontà, ci ha riservato questa chiamata privilegiata ad essere giovani francescani. “Giovani”e quindi pieni di dubbi e debolezze che tante volte non ci permettono di riconoscere Cristo nei volti e nei gesti di chi ci è vicino. Ma, nonostante ciò, tramite il sempre attuale esempio di vita di San Francesco, Gesù continua ad esortarci a seguirlo, a vivere con Lui la sua parola: "Venite e vedrete". È un invito ad abbandonarci con tenerezza e fiducia al mistero, a percorrere il cammino della croce e della resurrezione, a ritrovare la vera gioia che solo con Lui e tramite Lui possiamo sperimentare. E allora non dobbiamo avere paura! Ritroviamo il coraggio di condividere, giorno per giorno, il suo messaggio fatto di amore e sacrificio, di rimettere nelle sue mani i turbamenti e le incertezze del nostro cuore. Se lo vogliamo, l'incontro con Cristo, il ri-capitolare tutto il Lui, può davvero cambiare le nostre vite e rendere concreta la nostra esistenza...

 Sarah

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