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Acqua viva che scorre in noi

Rubrica "Parola Viva" - Il Vangelo della domenica a cura dei gifrini!

a cura della fraternità di Firenze Monte alle Croci

Dal Vangelo secondo Marco 1,7-11. 
In quel tempo, Giovanni predicava dicendo: «Dopo di me viene uno che è più forte di me e al quale io non son degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali. 
Io vi ho battezzati con acqua, ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo». 
In quei giorni Gesù venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. 
E, uscendo dall'acqua, vide aprirsi i cieli e lo Spirito discendere su di lui come una colomba. 
E si sentì una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto». 

Con questo vangelo si conclude il tempo del Natale, in questo brano Gesù mostra come la sua umanità e la sua divinità siano strettamente legate: Giovanni sta battezzando e vede colui al quale "non era degno di slegare il laccio del sandalo" porsi sotto di lui con umiltà, ovviamente Gesù non aveva bisogno di essere battezzato, ma da quel battesimo è scaturito tutto l'amore di Dio verso di noi. Quelle parole, "ecco il figlio mio, nel quale mi sono compiaciuto", risuonano anche quando noi abbiamo ricevuto il battesimo: il Padre infatti si compiace di chiamarci figli prima ancora che noi stessi comunichiamo a Lui il nostro si. L'acqua torna ancora come simbolo di purificazione e a ricordarci il grembo materno dal quale siamo nati, perché con il battesimo ognuno di noi rinasce come figlio di Dio; infine i cieli, che si squarciano e ne esce una colomba, come ad indicare un amore troppo grande per essere contenuto: l'amore del Padre verso il Figlio unigenito e verso ognuno di noi, suoi piccoli figli nel battesimo.

Alessio

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