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Il sapore del talento

Rubrica PAROLA VIVA - Il Vangelo della domenica commentato dai gifrini!

XXIII Domenica del tempo ordinario - Promessa e Capitolo Elettivo Gifra di Pisa.

 

Dal Vangelo secondo Matteo (25,14-30)

Avverrà come di un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni.

A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità, e partì.

Colui che aveva ricevuto cinque talenti, andò subito a impiegarli e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone. Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò, e volle regolare i conti con loro. Colui che aveva ricevuto cinque talenti, ne presentò altri cinque, dicendo: Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque.
Bene, servo buono e fedele, gli disse il suo padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone. Presentatosi poi colui che aveva ricevuto due talenti, disse: Signore, mi hai consegnato due talenti; vedi, ne ho guadagnati altri due. Bene, servo buono e fedele, gli rispose il padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone.
Venuto infine colui che aveva ricevuto un solo talento, disse: Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; per paura andai a nascondere il tuo talento sotterra; ecco qui il tuo. Il padrone gli rispose: Servo malvagio e infingardo, sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l'interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha sarà dato e sarà nell'abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. E il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti

 

La lettura di oggi mi porta con la mente a due anni fa, al ritiro pre-promesse della mia fraternità.

In quell'occasione, per l'esattezza il 24 di novembre, parlai con fra Guido, un mio carissimo frate, del mio forte desiderio di accoglienza e di cura dell'Altro. Sentivo il bisogno di capire come avrei potuto concretizzare tale desiderio. Lui mi rispose che ci dovevo credere, dovevo credere in quello che il Signore mi stava chiedendo. Il giorno dopo, la mia fraternità viveva, non solo la bellissima festa delle promesse, ma anche il Capitolo elettivo. Avevo fatto la mia prima promessa e partecipavo per la prima volta al Capitolo. Ci furono le votazioni e fui eletta consigliera. Io, timida, immersa da pochissimo nella spiritualità francescana, ero stata chiamata, assieme ad altri fratelli, a prendermi cura e a guidare la fraternità. Scrissi subito al famoso frate, per renderlo partecipe della gioia che mi stava invadendo il cuore e sotto sotto anche delle mie preoccupazioni di non sentirmi adatta. Lui mi scrisse "Un forte abbraccio. Comincia ad esercitare il tuo talento". Per me è stata quindi una chiamata ad uscire fuori e a spendermi per l'altro, per i fratelli e le sorelle che il Signore mi aveva donato. Anch'io "ho avuto paura", ma il talento che ti viene donato non puoi custodirlo gelosamente, puoi solo condividerlo e metterlo a fruttificare: questo è amore e servire l'altro. Oggi, nella mia fraternità c'è chi rinnova la promessa, chi la fa per la prima volta. Ci sarà anche il Capitolo, quindi c'è chi sarà chiamato a servire e a spendere i propri talenti....mi piace vederli come i pennelli del nuovo quadro che Dio dipingerà.

Buon cammino!!!

Elisa (consigliera uscente)

 

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