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Solo chi ama...

Rubrica "Parola Viva" - il Vangelo della Domenica a cura dei gifrini!
XXX domenica del tempo ordinario

Dal Vangelo secondo Matteo (22, 34-40)

Allora i farisei, avendo udito che egli aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?». Gli rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

Ogni storia ha un suo inizio, ogni viaggio ha la sua partenza, ogni vita ha la sua nascita.. E quando si parla di Dio l’origine di tutto non può che essere la parola Amore!

Quale brano migliore per dare il là a questa nostra rubrica se non questo?

Sappiamo bene che spesso è dalle azioni più semplici che otteniamo meraviglie e questo stralcio di Vangelo ce lo conferma. E’ semplice, è diretto, e ci indica il sentiero da percorrere nella nostra vita; addirittura ci dà una risposta universale per le mille domande che ogni giorno affollano la nostra mente.

 

Le cose semplici ma grandi da fare sono due (o tre):

Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente.

Amerai il tuo prossimo come te stesso.

Per caso vi state chiedendo perché fra parentesi ho scritto “o tre” ?

Bè, perché c’è un sottinteso molto importante in queste parole, e cioè quello che per amare “a modo” il prossimo, dobbiamo amare “a modo” noi stessi, sennò… ‘un si sfanga la questione!

I farisei chiedono a Gesù quale sia IL grande comandamento, gliene chiedono uno, il più importante di tutti: Gesù avrebbe potuto limitarsi alla prima frase, avrebbe potuto fermarsi a dire che la cosa più importante era ed è amare il Signore, ma non è andata così.. Gesù ci ha voluto mandare un messaggio, ci ha voluto dire che non basta lodare, pregare, amare il Signore, se poi non viviamo l’Amore fraterno, se poi non amiamo noi stessi e gli altri allo stesso modo.

Se in fraternità mi parlano alle spalle e poi davanti a me sorridono, come faccio ad amare questi fratelli?

Se in fraternità due o tre gifrini ne prendono in giro un altro, ridendo di lui/lei, come faccio ad amare questi fratelli?

Se in fraternità quando arrivo per la riunione i gifrini più grandi nemmeno mi salutano, oppure non si ricordano il mio nome, come faccio ad amare questi fratelli?

Se in fraternità alcuni fratelli vengono agli incontri solo per cena, saltano i momenti importanti di preghiera, si comportano da “scemi”, come faccio ad amare questi fratelli?

Ognuno di noi avrà sicuramente tanti altri “se” da aggiungere…

Cosa significa amare i fratelli in queste circostanze? Come si fa ad amare? Come ci si comporta?

Si fa semplice a parlare di amore; Sant’Agostino diceva, “Ama e fa ciò che vuoi”: ma mica è così facile poi metterlo in pratica!!

Volete sapere come risponderei io alle domande scritte sopra?  “…è un casino!!” (situazione parecchio complicata)

E credo di non essere la sola a pensarla così!!!

Però, tornando seri un momento, credo che si potrebbe rispondere anche che amare, in queste situazioni, non significa sopportare tutto, cercare di far finta che vada tutto bene, andare avanti come se nulla fosse, sorridere in ogni situazione e far finta che ogni cosa sia ok.

Amare significa chiedere aiuto al Signore per quel fratello o per quella sorella.

Amare significa tenere così tanto ad un fratello o ad una sorella che, se fa qualcosa di brutto a sé o agli altri, si ha il dovere di aiutarlo/a a capire dove sbaglia! Magari anche arrabbiandosi con lui o lei..

Amare significa avere il coraggio di mettersi in gioco con lui/lei e per lui/lei, fermandosi al suo fianco per farlo/a ragionare.

Insomma…Amare non è poi una cosa così semplice!!!

Scrivere queste parole non è stato per niente facile, non tanto per la cosa in sé, quanto perché mettere nero su bianco tutto questo mi ha fatto ripensare a quanto lavoro devo ancora fare su me stessa, mi ha fatto pensare che a scrivere belle parole siamo capaci tutti, ma la vera sfida è quella di metterle in pratica, o meglio, basterebbe mettere in pratica La Parola.

Il cammino è ancora lungo, ma non sono sola, né in cielo, né in terra, quindi…posso, possiamo, farcela!

Amore, questa è la parola di oggi, questa è la parola di domani, questa è la parola di sempre.

Vi lascio con l’inno del 70° Gifraevento di Termoli: quella è stata un’esperienza davvero bella di vita e di amore fraterno, e penso che si addica bene a questo nostro Vangelo di oggi!

 

“[..]Solo chi ama è vivo è non muore mai

solo chi ama, può cambiare

solo chi spezza il cuore troverà il perché

di ogni tormento, di ogni momento.

Solo chi ama gioca e non perde mai

solo chi sogna, sa volare

solo chi dona il cuore capirà dov’è[..]”

 

Un caloroso abbraccio a tutti fratelli miei! Buona Domenica!

Chiara

 

 

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