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Una domenica sola per una vita intera.

Nè io né i miei fratelli potevamo immaginare la gioia che la scorsa domenica ci ha regalato. O meglio, non speravamo che Francesco ci contagiasse così gratuitamente con la sua perfetta letizia.
La nostra Accettazione non si è limitata ad essere un rito solenne: ha rotto i confini in cui era  sbagliato incasellarla per diventare un evento totale: scommetto che ciascuno, almeno per un secondo, si sia sentito connesso con una dimensione che è altro, che è grande, che è Dio.

 

Merito senz'altro dell'entusiasmo puro di chi con tanto spirito di fraternità è venuto ad accompagnarci all'incontro ufficiale con Francesco ( in particolare la Gi.Fra. di Cortona e il Consiglio regionale); merito anche delle nostre guide spirituali (Padre Crisostomo) e dei pionieri della nostra comunità (Serena e Guglielmo), sempre presenti, stelle polari da Ottobre ad oggi. Ma, soprattutto, credo che sia stato possibile avvertire col cuore l'armonia nel Santuario della Madonna del Rifugio grazie al desiderio sincero di noi, neo-gifrini di Sinalunga, di diventare un po' "folli di Dio", proprio come Francesco, innamorato di Dio al tal punto da voler invadere il mondo col suo urlo di amore, che non smette di riecheggiare oggi.
Consapevoli che si tratta di una partenza e non di un arrivo rilassante, siamo spronati a rinnovare la nostra Accettazione in ogni occasione di comunità, con la fede e la gioia di chi crede che saltellando sulle impronte di Francesco sulla neve (proprio come fece Chiara)  arriverà più vicino a Dio.
Domenica mi sono sentita speciale ad essere uguale ai miei fratelli: essere parte di un progetto grande, alimentato da chi ha risposto a Francesco con un "eccomi", è un'esperienza molto più unica del vivere anche tanti successi ma nel proprio individualismo.

Ginevra



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