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Follow the Leader

Il Dio creò gli uomini  “perché cercassero Dio, se mai arrivino a trovarlo andando come a tentoni, benché non sia lontano da ciascuno di noi. In lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo (..) poiché di lui stirpe noi siamo. (S. Paolo, negli Atti degli Apostoli)

Domenica scorsa ho celebrato la mia quarta Promessa nella Gioventù Francescana. Quattro anni, e ancora mi scopro ad andare a trovare il mio Signore “a tentoni”, benché Egli non sia affatto lontano da me. Cosa c’è di diverso da promessa a promessa, anno dopo anno? Semplicemente tutto. Tu sei diverso, la tua vita lo è. Perché la vita evolve, cambia.

Una mia amica aveva una bella maglietta gialla con scritto “Follow the Leader”, e l’immagine di un uomo che portava una croce. Ma è mai possibile che noi arranchiamo così tanto a stare dietro a uno che porta una croce sulle spalle? Eppure, vista la sua obiettiva difficoltà e il peso della croce, dovremmo essere addirittura avvantaggiati! Francesco d’Assisi ci insegna quanta fatica e quanto Amore-Dolore ci sia in questa sequela. E come non ci sia mai un punto di “arrivo” ma solo un punto di “partenza”, quello si, è certo, ed è da tenere sempre ben presente. E così, come fece Francesco, anche noi facciamo! Avanziamo al contrario rispetto a chiunque altro, tenendo costantemente presente la partenza anziché l’arrivo, e avendo davanti agli occhi un Leader di cui vediamo le spalle e la croce, ma che ci impedisce di vedere aldilà della strada, il “punto di arrivo”. Quello non ci è dato vederlo. Procediamo a tentoni, ma procediamo! Andiamo! Seguiamo! Viviamo, ci muoviamo ed esistiamo in Lui, poiché di Lui stirpe noi siamo. E com’è bello vivere, e crescere e cambiare INSIEME! Noi siamo privilegiati, potendolo sperimentare all’interno di una fraternità. Cambiamo insieme, cresciamo insieme, cerchiamo Dio insieme, ed è bello, bellissimo, come cantiamo spesso: “è più bello insieme!”.

E io, adesso, a che punto sto di questo cammino? Dopo 4 anni, mi trovo davanti al Signore a promettere quattro punti che nella mia vita quotidiana oggi si presentano in occasioni sempre nuove, e richiedono una fedeltà sempre più grande e un’autenticità sempre maggiore per poter essere osservati e vissuti. Si cresce, si diventa grandi, la vita ti pone davanti nuove prospettive, il lavoro, una nuova casa, tanti nuovi progetti, ma il Signore è sempre lo stesso, quel Leader che porta la stessa croce, che ti cammina davanti e che, come sempre, non raggiungi mai, anche se da una vita gli corri dietro. Lui è il tuo apripista, che meraviglia! Come faremmo a sostenere e sopportare i grandi sconvolgimenti e cambiamenti della nostra vita senza un apripista che ti crea il sentiero? Allora capisci che ti cammina davanti perché Lui si fa tua strada e tua luce. (E con una lampada che ti illumina i primi 2 metri di strada, stai certo che puoi camminare tranquillo anche al buio di una galleria!). Se poi giri appena appena la testa, alla tua destra e alla tua sinistra vedi che altre persone, che tu chiami fratelli, camminano con te. E realizzi che, dopo una vita intera passata a fissare solo le spalle del tuo Leader, convinta di aver visto e di poter vedere sempre e solo quelle, adesso vedi anche il Suo Volto!! Il nostro Volto è il Suo Volto. La sofferenza, la gioia, la delusione, la bellezza nel volto del mio fratello, quello è il Volto di Cristo che si rivela a me, che vuole essere amato, capito, ascoltato, vissuto, vuole avere una relazione con me. Insieme, cercando Dio, “andando come a tentoni, benché non sia lontano da ciascuno di noi”! In questa mia quarta promessa ho scoperto che il cammino dietro al Leader non è cammino vero se non è condiviso con i miei fratelli, e che c’è sempre da lavorare duro, per reimparare costantemente ad avere lo stesso passo, pur nel cambiamento singolo della vita di ciascuno. E dovremo uscire dal nostro passo per riprendere quello degli altri per tutta la nostra vita, perché la vita è e sarà sempre fatta di relazioni con il prossimo; risuonano le parole di Papa Francesco: “nel cuore di ogni uomo e di ogni donna alberga, infatti, il desiderio di una vita piena, alla quale appartiene un anelito insopprimibile alla fraternità, che sospinge verso la comunione con gli altri, nei quali troviamo non nemici o concorrenti, ma fratelli da accogliere ed abbracciare”.

Ultimo ammonimento quindi ai gifrini in ascolto: la fraternità ci custodisce, ma se noi non custodiamo a nostra volta la fraternità, la distruggiamo. Non si può pretendere di RICEVERE senza DARE. Come ha detto durante la condivisione finale del nostro ritiro la nostra super-gifrina Eva, una collana di perle è bella proprio perché le perle sono infilate tutte nello stesso filo, una dietro l’altra, e creano una fila ordinata. Ma se togli anche solo una perla, la collana non è più bella come prima, e anzi, le altre perle scorrono disordinatamente lungo il filo della collana, che anziché uno strumento di coesione, diventa uno scivolo pericoloso per tutti.

“Buona corsa” dunque a tutti noi follower, corriamo senza stancarci, camminiamo senza affannarci, dietro al nostro Leader. Grazie, un abbraccio!

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