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Convivenza, Promesse e Capitolo gifra di Monte alle Croci, un risultato NIENTE MALE!

Quella appena passata (6-11 maggio) è stata una settimana a dir poco speciale per la nostra fraternità di Monte alle Croci, un momento insostituibile di conoscenza, condivisione, fraternità. Di cosa sto parlando? Della settimana di CONVIVENZA!

Ciascuno di noi ha vissuto avendo come casa il convento e come famiglia la fraternità e conducendo in piena libertà e flessibilità gli impegni di ogni giorno (lavoro o studio). Convivenza, dunque, come quotidiano spezzato con gli altri e per gli altri. Che gioia tornare dall'università, da scuola o dall'ufficio ed essere accolti dai fratelli, ricevere da loro un conforto, assaporare l'amore semplice e sempre gratuito!

 Corpo delle nostre giornate sono state le attività dopo cena, pensate dal Consiglio come momento di formazione, crescita e riflessione e incentrate sull'IDENTITÀ. Si è rivelato un tema alquanto complesso per le molteplici prospettive dalle quali può essere analizzato: in primo luogo si è parlato delle identità peculiari dell’uomo e della donna, inevitabilmente diverse ma complementari. Altro punto toccato è stato quello dell’identità francescana. Ci siamo posti, di fronte a Dio, la domanda: “Il francescanesimo fa veramente per noi?” E la risposta è stata agevolata da una serata di preghiera, un momento prezioso di discernimento grazie alla lettura di brani tratti dalle fonti francescane che ci hanno dato modo di riflettere sul significato della povertà relazionale e materiale e sul concetto della Chiesa come madre. In ultimo si è parlato della sessualità e della forma che assume nel momento in cui viene vissuta cristianamente. La castità. Per poterla assaporare appieno è necessario, prima di tutto, abbattere le costruzioni ingannevoli e i falsi stereotipi: essa non è privazione o repressione, ma scoperta piena dell’altro e di sé, dono, dialogo, purezza.

A mio avviso la settimana di convivenza ha acquisito un sapore particolare anche perché vissuta in prospettiva e in preparazione al momento finale delle Promesse e del Capitolo. Ogni attimo della giornata è stato propizio per conoscere se stessi e i fratelli, confrontandoci e scambiandoci idee al fine di trovare un obiettivo e un progetto comune per il futuro della fraternità.

Fondamentale è stata la giornata di sabato: la mattina, grazie al tempo di deserto, ognuno di noi si è potuto confrontare con la Parola, ascoltando quello che il Signore poteva suggerire, mentre il pomeriggio, grazie alla condivisione, tutti abbiamo potuto dire quello che avevamo vissuto durante la settimana, cosa avrebbe significato per noi la Promessa e quale fosse la nostra disponibilità per il Capitolo.

Una bella giornata intensa, ricca di silenzio e dialoghi, di affidamento e di prese in carico, conclusasi con una divertente e agguerrita serata al LaserGame!

La Domenica mattina una ventina di noi durante la Messa ha fatto la Promessa, alcuni per la prima volta, ma per tutti è stata una grande emozione: rendersi strumenti nelle mani del Signore, sicuri che la Sua volontà è la porta per la felicità, avendo l’Eucarestia come centro, il Vangelo come giuda, la Chiesa come madre e i poveri e gli ultimi come fratelli. È stato un momento molto bello, seguito dalla consegna del Tau, che quest’anno arrivava direttamente dalla Romania, fatto a mano da ragazzi diversamente abili!

Dopo un pranzo abbondante e in condivisione, la fraternità si è riunita nuovamente in uno spirito di preghiera, pronta per affrontare il Capitolo.

Lo Spirito si è fatto ben presente in mezzo a noi: non c’è stato bisogno di fare due volte le votazioni, e coloro che sono stati votati hanno accettato tutti il ruolo da ricoprire. È nato così un Consiglio formato da volti nuovi e anime volenterose, disposte a mettersi in gioco e dedicare il tempo ad una fraternità sempre più in crescita!

La mia non vuole essere mania di grandezza o presunzione, ma credo fermamente di aver visto compiute, in questa tanto intensa settimana, queste parole di Francesco:

Erano felici quando potevano riunirsi, più felici quando stavano insieme. Gelosia, malizia, rancore, diverbi, sospetto e amarezza non trovavano posto in loro, ma soltanto grande concordia, costante serenità, azioni di ringraziamento e di lode.

Emma e Giulia


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