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Nel libro della fraternità... ci sono solo protagonisti!!

Il 16 febbraio non è solo due giorni dopo San Valentino, non è solo domenica, ma è il giorno in cui una fraternità toscana decide di rinnovarsi!!! Infatti proprio il 16 febbraio nella città dei due fiumi, Era e Arno, la Fraternità di Pontedera (quella specializzata in cori da stadio e riflessioni vivaci)  vivrà il suo Capitolo.
Il Capitolo non solo offre la possibilità di chiamare alcune persone ad un servizio, ma è l’occasione perché ciascuno di noi ricordi e pensi a cosa è stato chiamato. 

La prima cosa che mi viene in mente alla parola "capitolo" in realtà è un libro.
Inutile, la mia vita è così densa di libri che associarvi qualcos'altro è impossibile.
Di libri ne leggo e ne ho letti abbastanza... ma se dovessi associare alla mia fraternità un libro, forse non ci riuscirei. Nel libro che descrive la mia fraternità ci dovrebbero essere solo protagonisti e nessun personaggio secondario, perché tutti scriviamo la storia del cammino fraterno.
Spesso si pensa erroneamente che chi fa parte del consiglio "faccia di più" o "sia più importante!", bene... dopo 4 anni di consiglio, posso sottoscrivere che chi pensa una cosa del genere non ha capito nulla. Nulla. Quanto definire jazz una canzone di Britney Spears.
Il consiglio deve fornire a tutti gli strumenti per essere protagonisti del libro della fraternità. Il consiglio non è un organo, come il parlamento o il consiglio dei ministri, sono fratelli con il compito di stringere ancora più forte la mano dell'altro e tenerli, sostenerli.
Tutte le volte in cui in questi anni Tizio, Caio e l'immancabile Sempronio mi hanno chiesto "ma chi te lo fa fare?" , "un altro sabato sera?". Ho sempre pensato a quella stretta. A qualcuno la mano l'ho stritolata; a qualcuno avrei preferito stritolare la testa piuttosto che la mano, ma sta male dirlo! Ho avuto l'onore e il privilegio di stringere la mano ai miei fratelli per 4 lunghi anni, in cui nella mia vita è cambiato tutto e di più, è cambiato anche l'amore per loro... se possibile si è quadruplicato.
Il consiglio regala gioie, dolori, insegna il senso del dovere e della responsabilità, ci si perde e ci si ritrova, ma senza dubbio in questi due anni ( e penso di poter parlare a nome di tutti e sei) la gioia, quella grande, ce l'ha regalata l'intera fraternità. Con fratelli da conoscere, sfide da affrontare, confronti dove ci si spacca la testa e magari entra qualcosa di nuovo. In questi anni, forse ho capito solo una cosa, ma credo di averla talmente ben fissa nella mia mente che è quello che voglio dire: non si lavora solo con il consiglio o per il consiglio, si lavora per la cura di ogni singolo fratello dentro al consiglio e fuori dal consiglio. Quando lo Spirito Santo scenderà ( perché sarà lo Spirito Santo!) su delle nuove persone mi auguro che tutti, quelli chiamati e quelli che non saranno chiamati ancora a questo sevizio, possano aver chiaro nella propria testa "qualunque sia il mio posto e il mio ruolo in questa fraternità, devo, al massimo di quello che posso, prendermi cura del fratello che ho vicino."
Quando Riccardo mi ha chiesto di scrivere qualcosa per questo Capitolo, così vicino e di cambiamento per noi, mi ha detto "cerca di condividere qualcosa di personale...".
Sono Alessandra e il mio cammino in questo servizio finisce qui. Finisce qui, perché dobbiamo dare a tutti la gioia e la possibilità di capire la bellezza di servire in questo modo splendido gli altri. Il Signore mi ha chiamato a questo servizio che avevo 17 anni, non ero pronta e non era decisamente quello che volevo: avrei preferito farmi rasare la testa a zero. Dopo due anni, con grande incertezza il Signore mi ha detto "puoi fare di più!" e via pronta... mi ci sono lanciata con tutta me stessa. Ora che forse sarei stata pronta a vivere nel modo giusto questa immensa sfida, Il Signore ha avuto altro in serbo per me e va bene così. Sono cresciuta tanto (anche se scrivo come una quindicenne fan di Fabio Volo, nessuno è perfetto!), ho capito di poter servire l'altro in tanti modi: fuori o dentro il consiglio, fuori o dentro la gi.fra, fuori o dentro le mura della casa e della Chiesa. Su chiunque soffi lo Spirito Santo, voglio regalare la frase che mi sono ripetuta più spesso in tutto il mio cammino umano e Francescano davanti a cose inaspettate o a grandi sfide: "Dio non necessariamente sceglie le persone capaci, ma rende capaci le persone che sceglie."

Buon cammino a tutti ! Pregate per ognuno di noi.
Alessandra “ La Rofi” 

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