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Il consolatore!

Rubrica "Parola Viva"  -  Il commento al Vangelo della domenica a cura dei gifrini!

a cura della fraternità di Pontedera

DOMENICA DI PENTECOSTE (ANNO B)

Dal Vangelo secondo Giovanni 15,26-27;16,12-15

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 
«Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà.

Nel giorno di Pentecoste i discepoli ricevettero lo Spirito tanto promesso. Pietro nel suo primo discorso dopo la Resurrezione (At 2,14-36) ci dice di gioire dell’ascesa di Gesù al Padre, in quanto ci avrebbe mandato lo Spirito. Questo viene mandato in un particolare momento per i discepoli, pieni di dolore per l’assenza del Maestro,e viene infatti definito Paraclito, ovvero “consolatore”.

Cogliamo quindi questo giorno come un’opportunità di riscoperta della terza Persona della Trinità, spesso messa in secondo piano, ma non meno importante. Lo Spirito, inviato dal Padre su richiesta del Figlio, come ci dice Gesù, scenderà in mezzo a loro per stare con loro, e prenderà quindi il posto di Gesù stesso in mezzo ai discepoli. All’interno delle nostre fraternità, se imparassimo a farci guidare dallo Spirito Santo e a fidarci, tante incomprensioni non esisterebbero, in quanto i fratelli ci vengono affidati dal Signore per mezzo dello Spirito stesso. Quando riusciamo a lasciarci alle spalle l’egoismo, uscendo da noi stessi per incontrare l’altro è lo Spirito che ci guida. Dio per mezzo del Figlio ha mandato lo Spirto Santo sul mondo per animare la Chiesa e per ricordargli che l’unica relazione che deve intercorrere tra i fratelli è quella in nome dell’amore reciproco, lo stesso amore agapico, che nulla chiede e nulla pretende, che intercorre tra le tre persone della Trinità.

In diretta dal nostro campo locale, la Fraternità di Pontedera vi saluta.

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