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Una nuova vita!

Rubrica "Parola Viva"  -  Il commento al Vangelo della domenica a cura dei gifrini!

a cura della fraternità di Siena

II DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO B)

Dal Vangelo secondo Marco 9, 2- 10

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. 
Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro.
Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.

Questa domenica, il Vangelo ci parla di Trasfigurazione.

 
Quanto è difficile accettare la morte nella nostra vita? È naturale. Il distacco è per definizione qualcosa di doloroso, perché ci priva dei nostri affetti, delle persone a noi care, dei nostri amici.
Quello che Gesú vuole insegnarci con la Trasfigurazione, è che la morte non distrugge l’individuo, ma lo potenzia. La morte è una trasformazione che consente all’uomo di liberare tutte quelle energie vitali positive che aveva dentro di sé. E la descrizione che fa l’evangelista, appunto “le sue vesti diventano splendenti, bianchissime e nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche”.
Cosa vuole dire? E’ una condizione che non è possibile raggiungere su questa terra. In ognuno di noi ci sono delle potenzialità che solo al momento della morte si liberano e si sprigionano.
 
Riflettiamo, riusciremo mai ad accettare veramente questo concetto di Morte?

 

 

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