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Rubrica "Parola Viva"  -  Il commento al Vangelo della domenica a cura dei gifrini!

a cura della fraternità di Firenze Monte alle Croci

II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

 Dal Vangelo secondo Giovanni 1,29-34

In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». 
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

Giovanni è un tipo un po' strano: per due volte afferma “io non lo conoscevo”, e poi in poche parole traccia uno dei ritratti più efficaci di Gesù: “L'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo.”

Il Battista, occorre ricordarlo, è fedele alla tradizione degli inviati ad aprire la via: e del Messia pensava e parlava nei termini propri dell'Antico Testamento, al punto da andare persino in crisi in seguito, quando ciò che vedrà in Gesù non coinciderà coi suoi schemi (gli manderà persino a chiedere: “Sei Tu... o dobbiamo aspettare un altro?”). Adesso però ha assistito a qualcosa di inequivocabile, che gli ha confermato chi aveva davanti: lo Spirito è disceso su quell'uomo. È stato il segno di cui aveva bisogno, adesso può “passare il testimone”.E infatti la prima cosa che fa è raccontare a tutti quello che ha visto.

Anche noi non possiamo restare indifferenti quando tocchiamo con mano l'intervento di Dio nella nostra vita: darne testimonianza è una necessità oltre che un'occasione (e il Campo Regionale di fine anno ci ha offerto un'opportunità preziosa in questo senso: dopo aver fatto esperienza di fede, andare tra la gente a portare l'invito a condividerla). 

Il problema semmai sta proprio qui: riconoscerlo. Perché se Giovanni parla vedendo passare il Figlio di Dio, è anche vero che spesso non siamo in grado di riconoscere quando Lui viene verso di noi. Eppure Lui si muove per ognuno di noi, ad ognuno va incontro in un modo tutto speciale che magari è proprio l'ultimo che ci si aspetterebbe.

Forse non aiuta il fatto che spesso Gesù ami “nascondersi” dietro altri volti: la sorella petulante, il compagno di corso in difficoltà, il bisognoso in fila per un pasto. Per questo è importante allenarsi ad aprire gli occhi ogni giorno, come ha fatto il Battista. Magari chiedendosi “se Gesù venisse verso di me (!), in questo preciso momento, io cosa direi? E cosa potrei portare dopo agli altri?” Giusto perché la nostra testimonianza non vada ad unirsi al concerto di parole vuote che ci riempiono occhi e orecchie ogni giorno, e sia invece dono per un mondo che ha fame di Parola di vita.

I gifrini di Firenze Monte alle Croci

 

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