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Momento di gioia!

Rubrica "Parola Viva" - Il commento al vangelo della domenica a cura dei gifrini!

a cura della fraternità di Firenze Montughi

II domenica del tempo ordinario - Anno C

 

 

Dal Vangelo secondo Giovanni 2,1-11. 

Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù. 
Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. 
Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino». 
E Gesù rispose: «Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora». 
La madre dice ai servi: «Fate quello che vi dirà». 
Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili. 
E Gesù disse loro: «Riempite d'acqua le giare»; e le riempirono fino all'orlo. 
Disse loro di nuovo: «Ora attingete e portatene al maestro di tavola». Ed essi gliene portarono. 
E come ebbe assaggiato l'acqua diventata vino, il maestro di tavola, che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l'acqua), chiamò lo sposo 
e gli disse: «Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un po' brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono». 
Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui. 

 

Il primo miracolo di Gesù. Un miracolo molto particolare. 

Una guarigione? Un atto di fede in pubblico? Una predica illuminante alla folla? 

No, niente di tutto ciò. 

Una cosa semplice, quasi nascosta, per un evento sì importante ma privato. Per me in questo episodio non è essenziale il miracolo in sé, ma il perché Gesù lo compie. Il Suo unico desiderio è che la festa continui e che ci sia divertimento per tutti, perciò trasforma l’acqua in vino. Gesù dà il proprio contributo alla riuscita dell’evento, vuole condividere un momento di gioia e vuole che tutti siano gioiosi con Lui. 

Come possiamo applicare questo insegnamento alla nostra vita quotidiana? Come possiamo dare anche noi il nostro contributo? Sembra tanto difficile, ma in realtà è un atto di una semplicità unica che riempie noi stessi e l’altro di gioia pura. Se vediamo che qualcosa non va cerchiamo un rimedio, se vediamo un amico triste cerchiamo di rallegrarlo, se vediamo qualcuno in difficoltà cerchiamo di aiutarlo.
Gesù ci ha insegnato proprio questo: a condividere i momenti di gioia e a fare di tutto per renderli migliori, anche aiutando gli altri e non limitandoci a stare bene noi. 

 

Alessandra

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