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Spalanchiamo le porte!

Stanchezza, tanti km di autostrada, lunghe code di persone potrebbero sembrare un mix letale e invece ieri sono state il contorno perfetto di questa giornata. Sì perché anche grazie a questi particolari non ho vissuto “di pancia”, come di solito faccio, questa l'esperienza, ma l'ho vissuta molto più profondamente, assoporando ogni passo, potendolo così ripercorrere anche oggi a mente fredda (e riposata!).


 

Una giornata di fraternità a 360°, da quella locale, che mi ha accompagnato fisicamente e non, a quella regionale, fino all'intera fraternità nazionale..all'ofs e ai tanti frati lì presenti...eravamo veramente tanti e non siamo riusciti a stare tutti vicini, ma è stato comunque bello e facile sentire che tutta questa fraternità era INSIEME in quella piazza, 1200 persone che hanno attraversato l'Italia e si sono trovate a Roma per uno stesso motivo.. poche parole scambiate, piccoli gesti, un solo sorriso accennato magari per aver riconosciuto una maglietta di una gifra di chissà quale regione.

Un grande evento sicuramente, che non scriveremo solo nel libro della storia della Gifra di Italia, ma che, come ci ha detto Papa Francesco, sarà direttamente scritto nel cuore di Dio perchè fatto di “affetti umani”.. Il Papa ci ha ricordato (visto che spesso ce ne dimentichiamo proprio) che la comunità che Gesù costituisce ha la forma di una famiglia..una famiglia di persone che si conoscono, che stanno bene insieme e che si vogliono bene, ma di cui fanno parte anche i poveri, i perseguitati, gli emarginati, quelli che non la pensano come noi o non vivono secondo i nostri canoni..una famiglia, quindi, che accoglie, che spalanca le porte di casa propria agli altri, invitandoli ad entrare ed accogliendoli a braccia aperte: “Una Chiesa davvero secondo il Vangelo non può che avere la forma di una casa accogliente, con le porte aperte, sempre. Le chiese, le parrocchie, l e istituzioni, con le porte chiuse non si devono chiamare chiese, si devono chiamare musei!”.

Ecco, secondo me, cosa ha detto ieri il Papa a questa fraternità nazionale e, tramite ognuno di noi, ad ogni fraternità locale: dobbiamo cercare di essere delle fraternità accoglienti, che si costruiscono e crescono sul calore umano, sulla solidarietà e sul perdono, non dei gruppi chiusi, inaccessibili..uomini e donne che provano a non giudicare , che si prendono cura dell'altro, chiunque sia quest'altro, senza “selezionare”. Tante belle parole, una teoria meravigliosa, ma quanto è difficile concretizzare tutto questo!! E allora Papa Francesco ci dice di non temere questa nostra debolezza, che nessuno è veramente in grado da solo di compiere tutto questo..affidiamoci a Gesù facendo ciò che ci dice di fare..forse non sarà qualcosa di così eclatante come trasformare l'acqua in vino, ma sarà sicuramente meraviglioso perchè sarà il nostro miracolo, “il miracolo di ogni giorno” .

Martina (fraternità di San Romano)

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