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Pillole dal campo adolescenti

a cura di gifrini

Poco più di una settimana fa è giunto al termine il campo adolescenti regionale "Alla ricerca di D-io" che si è svolto dal 15 al 19 luglio presso il convento di Santa Margherita a Cortona. I nostri giovanissimi, senza paura di mettersi in gioco e in discussione, hanno compiuto un "viaggio" per conoscere se stessi, scoprendo che la Verità su di loro e sulle loro vite la dice solo Dio attraverso l'incontro con Lui! Queste le notizie tecniche...ma questo campo sarà piaciuto? Come l'avranno vissuto? Cosa si saranno portati a casa? A questo punto non possiamo far altro che passare la parola a loro..

 

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"Il nostro nome è già scritto"

Rubrica "Parola Viva" - Il commento al Vangelo della domenica a cura dei gifrini!

 a cura del Consiglio Regionale

XIV domenica del tempo ordinario

 

Dal Vangelo secondo Luca 10,1-12.17-20.

 

In quel tempo,  il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe.
Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi;
non portate borsa, né bisaccia, né sandali e non salutate nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa.
Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi.
Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché l'operaio è degno della sua mercede. Non passate di casa in casa.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà messo dinanzi,
curate i malati che vi si trovano, e dite loro: Si è avvicinato a voi il regno di Dio».
Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle piazze e dite:
Anche la polvere della vostra città che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino.
Io vi dico che in quel giorno Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città ».
I settantadue tornarono pieni di gioia dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome».
Egli disse: «Io vedevo satana cadere dal cielo come la folgore.
Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra i serpenti e gli scorpioni e sopra ogni potenza del nemico; nulla vi potrà danneggiare.
Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto che i vostri nomi sono scritti nei cieli».

 

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«Non voltarti indietro»

Rubrica "Parola Viva" - Il commento al Vangelo della domenica a cura dei gifrini!

a cura della fraternità di Siena

XIII Domenica del tempo Ordinario

 

Dal Vangelo  secondo Luca 9,51-62. 

Mentre stavano compiendosi i giorni in cui Gesù sarebbe stato tolto dal mondo, egli si diresse decisamente verso Gerusalemme e mandò avanti dei messaggeri.

Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per fare i preparativi per lui. 

Ma essi non vollero riceverlo, perché era diretto verso Gerusalemme. 

Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». 

Ma Gesù si voltò e li rimproverò. E si avviarono verso un altro villaggio. 

Mentre andavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada».

Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo». 

A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, concedimi di andare a seppellire prima mio padre». 
Gesù replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu và e annunzia il regno di Dio».
 

Un altro disse: «Ti seguirò, Signore, ma prima lascia che io mi congedi da quelli di casa». 
Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che ha messo mano all'aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio». 

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Prendi la Tua croce ogni giorno e seguimi!

Rubrica "Parola Viva" -  Il commento al Vangelo della domenica a cura dei gifrini!

 XII Domenica del Tempo Ordinario

 

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 9,18-24. 

Un giorno, mentre Gesù si trovava in un luogo appartato a pregare e i discepoli erano con lui, pose loro questa domanda: «Chi sono io secondo la gente?». 

Essi risposero: «Per alcuni Giovanni il Battista, per altri Elia, per altri uno degli antichi profeti che è risorto». 

Allora domandò: «Ma voi chi dite che io sia?».

Pietro, prendendo la parola, rispose: «Il Cristo di Dio». 

Egli allora ordinò loro severamente di non riferirlo a nessuno.

«Il Figlio dell'uomo, disse, deve soffrire molto, essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, esser messo a morte e risorgere il terzo giorno». 

Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. 

Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la salverà.»

 

«Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua».

Quante volte Gesù invita ognuno di noi a seguire il suo esempio, per vivere pienamente l’amore e la misericordia che ci ha donato e continua a donarci. 

E quante volte ci ostiniamo ad ignorare, volente o nolente, quello stesso messaggio, spesso difficile da comprendere e da accettare, ma che ci permetterebbe di avvicinarci un gradino in più alla vita vera, quella vita che è possibile salvare solo dopo averla persa: «Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà».

Non si tratta di un invito al martirio, ma di seguire le sue orme, di condividere con lui, senza averne paura, parte delle nostre piccole o grandi sofferenze che oscurano la quotidianità, di donare (perché no?) una parte di noi per il prossimo come Lui ha fatto con noi.

Potrà sembrare qualcosa di paradossale e spesso lo è davvero un po’ per tutti: chi è tanto disposto a sopportare gli ostacoli della vita? A rinunciare ad una parte di sé per amore di coloro che ci stanno intorno? Perché affaticarsi per qualcuno che magari neanche conosciamo? 

Ed ecco come un esempio concreto di quanto possa essere bello il donarsi ci è dato da Francesco, un uomo che ha scelto di abbracciare pienamente la vita evangelica senza la paura della sofferenza, della povertà, della rinuncia.

Ed ognuno, nel suo piccolo, è chiamato a fare altrettanto, specialmente noi Gifrini che ogni anno, con la Promessa, ci impegniamo a vivere pienamente in Cristo sull' esempio di Francesco, «pronti a donarci ad ogni richiamo di bene».